Grande Festa della Vittoria
Ultimo aggiornamento domenica, 20 aprile 2008 07:23 Scritto da Massimo Bazzani domenica, 20 aprile 2008 01:24
Mercoledì 23 Aprile ore 20,00 p.sso Fattoria Bassetto, Certaldo, grande festa della vittoria.
Aperitivo, cena a buffet, costo 20 euro
Dopo cena musica con ingresso libero
Da lunedì c’è un popolo in festa, il tuo popolo, il popolo della libertà, quel popolo vuole festeggiare con te
Per info e prenotazioni
Filippo Ciampolini
Massimo Bazzani
La sinistra radicale esclusa dal Parlamento: un bene o un male?
Ultimo aggiornamento giovedì, 17 aprile 2008 03:27 Scritto da Massimo Bazzani giovedì, 17 aprile 2008 02:44
L’elezione del 13-14 Aprile 2008 verrà ricordata per molti eventi, ma senz’altro passerà alla storia per la decisione degli elettori di estromettere la sinistra arcobaleno ed i suoi rappresentanti dalle aule del Parlamento. Al di là della soddisfazione personale di non vedere più facce come quelle di Luxuria, di Diliberto, di Pecoraro Scanio, di Caruso, credo che molti cittadini, anche di centro destra, siano ancora meravigliati per l’ assenza alla Camera ed al Senato di forze che avevano sempre esercitato nella storia Repubblicana un ruolo importante, condivisibile o meno e che erano state portatrici di lotte e di valori.
Personalmente ho sempre avuto un grande rispetto per Rifondazione Comunista e per il suo leader Fausto Bertinotti, espressione di una classe politica che oramai è minoritaria se non quasi scomparsa nel nostro Paese. Una classe politica portatrice di filosofie progettuali e di dialettica alta come i vari Andreotti, Almirante, Moro, Berlinguer, Bettino Craxi (pur nelle loro diversità), politici alti che oggi sono probabilmente lontani dai tempi e distanti da una società che purtroppo gioca e scommette sul ritmo e la velocità. Una società, anche quella italiana oramai, dove tutto corre veloce, i cambiamenti ed i problemi e quindi le soluzioni, dove il pensiero e la filosofia devono lasciare la strada alla capacità di rapide analisi e di rapide soluzioni. Politici, quelli come Bertinotti che, probabilmente scontano un’evoluzione veloce di un Paese che nel bel mezzo di una crisi economica ha la necessità di abbattere steccati e la classificazione sociale, rimodulando e amalgamando idee, paure e interessi sociali all’interno di rivendicazioni e lotte caldeggiate e difese meglio da altre forze politiche.
Tuttavia al di là di questa personalissima analisi, la domanda che mi pongo e che pongo a voi lettori, sperando di aprire un dibattito su questo, è se la mancanza di una rappresentanza parlamentare della sinistra più radicale possa essere per l’Italia una conquista oppure un problema molto serio. Forse sbagliando, ho sempre pensato, che volenti o nolenti partiti come Rifondazione Comunista rappresentassero una sorta di cuscinetto verso quelle forse estremiste di sinsistra che anche oggi esistono e che secondo me trovavano proprio nell’alto valore istituzionale rappresentato da questo partito, un muro invalicabile per una lotta sociale fuori dagli schemi della democraticità. Personalmente, ritengo che anche l’aver riportato le manifestazioni no global in un alveo di legalità, arginando le frange estreme e anarchiche sia stato un merito di Bertinotti e del suo partito. Ma quanto può oggi quello che nascerà a sinistra, senza i connotati dell’Istituzionalità, arginare la lotta illegale, lo scontro nelle piazze o magari una tendenza alla riorganizzazione terroristica e delle sue cellule oggi dormienti, in un momento storico ed economico molto difficile per il presente ed il futuro del nostro Paese?
Questa è una domanda che mi turba fin dal risultato di lunedi ed è forse per questo che non riesco ad esultare come altri membri del mio partito per la scomparsa di forze che un contributo a questo Paese l’hanno comunque dato. Vorrei quindi farvi riflettere su questo e sapere cosa ne pensate voi
Grazie
Continua a leggereElezioni Politiche 13-14 aprile 2008
Ultimo aggiornamento mercoledì, 16 aprile 2008 03:44 Scritto da Massimo Bazzani mercoledì, 16 aprile 2008 03:42
Il voto espresso dal corpo elettorale il 13 aprile è stato un segnale chiaro ed inequivocabile alla attuale classe politica.
Circa sessanta anni fa, il 18 aprile del 1948, il nostro Paese fu chiamato ad una scelta altrettanto netta, diversi erano gli scenari sociali, economici e politici, chiaramente diversi i leaders impegnati nella contesa elettorale.
La scelta di campo dell’elettorato moderato del nostro Paese, che determinò la vittoria della DC di De Gasperi collocò il nostro Paese nella sfera dell’Europa libera, e la scelte successive, quella europeista prima e quella atlantica poi, rafforzarono questa scelta di campo ponendo definitivamente le basi per la costruzione del moderno Paese che oggi siamo.
Il voto del 13 aprile 2008 a distanza di sessanta anni da quel 18 aprile conferisce allo schieramento guidato dal Presidente Berlusconi un mandato netto: quello di modernizzare il nostro Paese attraverso le necessarie riforme e soprattutto re – infondere nei cittadini quella fiducia nello Stato che è venuta meno con il precedente Governo, basti pensare alla politica delle entrate. Con il vice ministro Visco si è rotto quel patto tra fisco e contribuente, tanto da arrivare a presunzioni di colpevolezza anziché di innocenza: il contribuente è evasore a prescindere e deve dimostrare il contrario, concetto che rappresenta l’anticamera dello stato di polizia (tipico della migliore sinistra).
Contro questa filosofia di governo l’Italia moderata, quell’Italia operosa, dinamica che si alza la mattina presto per aprire i negozi, le officine, le fabbriche, quell’Italia che sa che alzando la saracinesca ci sono costi certi ed incassi incerti, quella che è tenuta lontana dai salotti buoni, che fugge dai sindacalisti di mestiere, ritenuta a torto rozza ed ignorante ha fatto una scelta silenziosa e micidiale: ha notificato la sfratto al governo Prodi e compagni che hanno rappresentato nell’immaginario collettivo (prima che nella realtà), la conservazione, e soprattutto l’ostacolo maggiore allo sviluppo del nostro Paese.
Le polemiche sulla legge elettorale, il pericolo dell’ingovernabilità, la necessità del “Veltrusconi” per garantire la stabilità al Paese, sono state annientate dal corpo elettorale, segno tangibile del distacco enorme tra taluni dirigenti politici, ed il corpo elettorale.
Il PDL uscita dal voto si prepara ad assumere il ruolo di protagonista in uno scenario mondiale complesso, con una maggioranza solida, determinata, ma che proprio per questo non avrà prove d’appello in relazione al suo operato. Ora come non mai dovremo lavorare per consegnare il nostro Paese ai nostri figli in condizioni migliori di come lo abbiamo trovato.
Coraggio Presidente! Buon lavoro, saremo al Tuo fianco.
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