Consorzio Etruria, Ciampolini (PdL): “Sollecitare una ‘tassa di scopo’ sui prodotti Coop”

Ultimo aggiornamento mercoledì, 29 giugno 2011 02:15 Scritto da pelisabetta mercoledì, 29 giugno 2011 02:15

La proposta del consigliere provinciale. “Ciò consentirebbe ai dirigenti della cooperazione di parlare con consapevolezza di etica dell’economia”

Alcune settimane fa il consigliere provinciale del Pdl Filippo Ciampolini ha chiesto al Presidente della II Commissione Provinciale ‘Sviluppo e programmazione economica e attività produttive’, congiuntamente alla sesta commissione che si occupa di Politiche del Lavoro, di convocare un’apposita commissione a Montelupo Fiorentino, sede del Consorzio Etruria.

 Visto “l’aggravarsi della situazione economica del consorzio stesso, ho chiesto addirittura che venisse convocato, sempre a Montelupo, un consiglio provinciale – spiega Ciampolini – affinché tutte le istituzioni a qualunque livello, tra cui anche il Circondario, venissero coinvolte. Ho registrato fino ad oggi un assordante ed imbarazzato silenzio da parte di tutte le forze di governo del territorio”.
Nelle “more” dell’intervento istituzionale, l’assemblea dei soci del consorzio pochi giorni fa “ha approvato all’unanimità il concordato preventivo con copertura del debito al 40%. Ho auspicato, in tempi non sospetti, che la cooperazione dovesse intervenire a garantire tutta l’esposizione del Consorzio Etruria; già la presenza di dirigenti Unicoop nella compagine societaria faceva ben sperare in questa direzione. L’annunciato intervento di circa 30 milioni è un segnale, del resto è bene sottolineare che i debiti principali del consorzio non sono verso le banche ma verso i fornitori, degli artigiani, di quel tessuto produttivo caratterizzante la nostra zona”.

 
Ciampolini ha letto “con preoccupazione l’intervento del Presidente e del Direttore della Cna: la preoccupazione è data non solo dal fatto che questa categoria non è stata né ascoltata né considerata nella gestione di questa vicenda, ma ciò che più mi ha fatto riflettere sono state le dichiarazioni rese dagli artigiani in assoluto anonimato per paura di ritorsione”. Questo “è il fatto più inquietante ed allarmante di tutta la vicenda”.

 ”Non sta a me spiegare il valore mutualistico della cooperazione- continua il consigliere provinciale del Pdl – Spero di non dover essere io a spiegare il significato e l’importanza della tutela del lavoro stesso, considero un affronto inaccettabile il tentativo da parte del Consorzio di espropriare le maestranze del 60% dei loro crediti, soprattutto se penso al fatto che questi operatori, che rappresentano la spina dorsale del nostro sistema, hanno fatto anche da banca al consorzio stesso, fiduciosi di ciò che questo rappresentava sotto l’aspetto storico, culturale, economico e politico”.

Questi signori meritano rispetto, e questo rispetto viene loro riconosciuto iniziando a tutelare le loro ragioni di credito”.

 La cooperazione, che molto ha fatto in questa terra e che molto ha ricevuto da questa comunità, “non può permettersi di danneggiare in maniera così consistente i lavoratori e le loro famiglie. Se ha un senso che la cooperazione in questa terra continui ad avere un ruolo, è chiaro che l’impegno deve essere più consistente; apprezzo l’intervento di Unicoop ed è per questo che mi permetto di avanzare la proposta, che non vuole essere solo una provocazione, di sollecitare una sorta di ‘tassa di scopo’ sui prodotti Coop; per cui ci saranno famiglie disposte a pagare qualche centesimo in più per ristabilire un principio di equità sociale”.

 Ciò consentirebbe ai dirigenti della cooperazione “di parlare con consapevolezza ed autorevolezza di etica dell’economia. Imporre un concordato al 40% costringendo i creditori all’anonimato è un atto di una gravità inaudita. In questa terra che ha fatto della legalità il proprio cavallo di battaglia, di fronte a questo fatto non si può tacere”. Le istituzioni “devono svolgere appieno il proprio ruolo, quelle stesse istituzioni rimaste fino ad oggi silenti devono dare un segno della loro presenza o avere il coraggio di chiudere la porta dopo aver spento la luce, abdicando al proprio ruolo di guida del territorio”.

 Ciampolini conclude con l’auspicio che la tutela del lavoro, celebrata anche nella recente ricorrenza del 1° Maggio, sia declinata nell’impegno della classe politica, soprattutto di quella silente, “affinché assuma con determinazione il ruolo che gli elettori gli hanno assegnato. Non è solo un problema di credibilità, ma anche un problema di dignità e responsabilità”.

Fonte: Provincia di Firenze
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Al PdL non piace la campagna del PD sulle donne. Protesta dei consiglieri provinciali: “E’ sessista”

Ultimo aggiornamento mercoledì, 29 giugno 2011 02:13 Scritto da pelisabetta mercoledì, 29 giugno 2011 02:13

Presentata anche una mozione: “La giunta ora dovrà condannare l’ennesima strumentalizzazione sull’uso del corpo delle donne”

“Il vento è cambiato”, ma non per l’uso dell’immagine della donna, secondo i contenuti di una mozione che il Pdl sottoporrà all’attenzione del Consiglio provinciale di Firenze e che è firmata da Manola Aiazzi, Carla Cavaciocchi ed Erica Franchi, con Samuele Baldini, Piergiuseppe Massai e Filippo Ciampolini.

Di seguito il testo della mozione.

“Visto il manifesto proposto dal Pd per la Festa dell’Unità a Roma, apparso anche sulla stampa nazionale, che rappresenta in primissimo piano le gambe di una donna il cui abito rosso viene sollevato dal vento, e lascia scoperta buona parte delle cosce, richiamando la locandina di un famosissimo film degli anni Ottanta; dato atto che già poche ore dopo che il manifesto era stato affisso per le vie della capitale è arrivata la reazione delle interessate, le donne appunto, in particolare quelle del comitato nazionale ‘Se non ora, quando’, che nel febbraio scorso era sceso in piazza per protestare contro la strumentalizzazione del corpo femminile, soprattutto in campo politico; considerato che il disappunto delle donne nasce per colpa di una pubblicità troppo ‘sessista’ che con l’immagine delle gambe della donna abbinata alla dicitura ‘Cambia il vento’ invita militanti e gente comune a unirsi al popolo della sinistra; preso atto che il comitato ‘Se non ora, quando’ protesta ancora una volta di fronte all’uso del corpo delle donne come veicolo di messaggi che nulla hanno a che fare con esso e chiede pertanto che venga ritirata la campagna promossa dal Pd di Roma; considerato inoltre che non è la prima volta che il Pd utilizza pubblicità sconvenienti per fini propagandistici, come ad esempio nel 2008 la pubblicità del giornale di partito, l’Unità, che finì nel mirino per l’immagine di un fondoschiena in microgonna di jeans, dalla cui tasca spuntava il giornale; rilevato che anche lo scorso anno, ancora una volta per la festa dell’Unità, il manifesto raffigurante una donna con un mazzo di fiori in mano che avrebbe dovuto rappresentare l’Italia che festeggiava i 150 anni, fu definito da una deputata del Pd ‘di una stupidità allucinante’;

impegna la Giunta provinciale a condannare l’ennesima strumentalizzazione dell’uso del corpo delle donne per fini che nulla hanno a che a che fare con esso, come dimostra il manifesto per la Festa dell’Unità a Roma; il Partito del Pd a ‘cambiare vento’ ritirando la campagna pubblicitaria in oggetto per rispetto delle donne italiane, che si sentono di nuovo offese dal manifesto per la Festa dell’Unità a Roma”.

Nell’ultima seduta del Consiglio provinciale i consiglieri del Pdl, subito dopo l’apertura dei lavori, hanno inscenato una manifestazione simbolica mostrando un cartello che riportava l’immagine utilizzata dal partito del Pd “per reclamizzare la Festa dell’Unità a Roma e che tanto scalpore e sdegno ha suscitato trasversalmente”.

 “Ci riteniamo offese dalla campagna pubblicitaria messa in campo per pubblicizzare una festa politica, che vuole la bellezza femminile distorta dall’ego politico propagandistico. Proprio il Pd – dicono in particolare le consigliere Franchi, Aiazzi e Cavaciocchi – che si erge così spesso a difesa delle donne, è rumorosamente caduto nello stile e nel tono, dimostrando così di supportare battaglie delle quali forse non è pienamente convinto”. “Con sana provocazione – spiega il consigliere Ciampolini – abbiamo utilizzato le stesse espressioni usate dai consiglieri del Pd alcuni mesi orsono, il tutto per stigmatizzare il falso moralismo dei consiglieri di maggioranza, pronti ad ergersi come moralizzatori in casa d’altri, mentre quando le grane scoppiano in casa propria, registriamo un imbarazzante silenzio”. “Vogliamo credere – commentano i consiglieri – che sia stata superficialità e trascuratezza quella usata in questa occasione dagli organizzatori della Festa e da chi ha autorizzato il progetto grafico. Non amiamo essere superficiali e preferiamo affrontare e possibilmente risolvere le questioni, per questo motivo abbiamo presentato la mozione”.
 

Fonte: Provincia di Firenze
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Farmacie comunali, nuova interrogazione del PdL

Ultimo aggiornamento lunedì, 27 giugno 2011 07:34 Scritto da pelisabetta lunedì, 27 giugno 2011 07:34

Carlo Andrea Zini chiede come sarà riorganizzato il servizio a fronte della recente ricapitalizzazione della società che le gestisce

Il Popolo della Libertà di Castelfiorentino, tramite il suo capogruppo Carlo Andrea Zini ha  presentato un’interrogazione da discutere nel prossimo consiglio comunale per capire come sia organizzato il servizio nelle 2 farmacie comunali di Castelfiorentino, anche alla luce della recente ricapitalizzazione della società che le gestisce e delle dichiarazioni della stessa amministrazione comunale.

Il Gruppo del PdL si è già espresso sulla materia e per questo cerca di seguire gli sviluppi in corso.

Di seguito il testo:

“Con la presente, chiedo di conoscere il numero dei dipendenti ( full o part time) per ciascuna delle 2 Farmacie Comunali ( specificando se trattasi di medici o commessi), il loro orario giornaliero -con indicazione dei turni di lavoro- e il numero massimo  degli addetti che sono presenti al bancone di consegna dei farmaci.
   
Chiedo, inoltre, se è già operativa la nuova organizzazione di lavoro, ricordata dall’Assessore Maria Cristina Giglioli, nel corso del consiglio comunale del 14 giugno”.

Carlo Andrea Zini, capogruppo PdL Castelfiorentino
 
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