Mugnai (PdL): “Il ticket? Una mossa furbesca per recuperare risorse indispensabili a far quadrare i conti della sanità regionale”"
Ultimo aggiornamento mercoledì, 24 agosto 2011 08:20 Scritto da pelisabetta mercoledì, 24 agosto 2011 08:20
Il vicepresidente della commissione Sanità: “La nuova tassa è anche retroattiva: deve pagare anche chi da settimane è in lista d’attesa. Un paradosso inaccettabile”
Il nuovo ticket sanitario della Regione Toscana è “una mossa furbesca per accollare le responsabilità ad altri, ossia al Governo nazionale, e per recuperare con certezza e celerità le risorse indispensabili a far quadrare i conti di una sanità, quella toscana, ormai sull’orlo del tracollo finanziario”.
Lo ha dichiarato in una nota Stefano Mugnai, consigliere regionale del Pdl e vicepresidente della commissione Sanità, secondo cui “la Giunta persegue l’obiettivo di una riduzione della spesa farmaceutica che rappresenta una delle voci di massima criticità per i bilanci della sanità regionale. L’obiettivo non dichiarato dell’introduzione dei ticket è infatti la disincentivazione della richiesta e dell’acquisto dei farmaci”.
Il Governo, ha affermato Mugnai, “aveva suggerito l’applicazione dei ticket alla diagnostica specialistica e ai codici bianchi. Peccato che questi ultimi siano stati introdotti dalla Regione Toscana già da anni”.
L’esponente del Pdl ha parlato inoltre di “approssimazione e fretta” con cui “si è arrivati all’introduzione della nuova tassa”, criticando il fatto che “la nuova tassa è persino retroattiva: la devono cioè pagare anche coloro che, pur avendo prenotato prima dell’entrata in vigore della manovra regionale, usufruiranno della prestazione nei prossimi giorni. Cioè deve pagare anche chi da settimane o mesi è in lista d’attesa. Si tratta di un paradosso inaccettabile”.
Fonte: ANSA
Continua a leggereCinema Boccaccio, Lucia Masini: “Convocare d’urgenza la commissione Garanzia e Controllo”
Ultimo aggiornamento martedì, 23 agosto 2011 07:46 Scritto da pelisabetta martedì, 23 agosto 2011 07:46
Il capogruppo del PdL: “Dalla Riabitat e dal Comune due versioni divergenti e contrastanti. Un’interrogazione per sapere lo stato delle cose”
Sotto il solleone di Agosto si sta consumando a Certaldo la vicenda dei lavori di restauro del Cinema Boccaccio, ma soprattutto i mancati pagamenti alla ditta appaltatrice Riabitat che, ancora una volta, ha denunciato attraverso una lettera aperta, il mancato rispetto dell’accordo intercorso tra la ditta Riabitat e il Comune di Certaldo in data Venerdì 5 Agosto.
“A quella data –interviene il capogruppo del PDL Lucia Masini- stando a quanto dichiarato dal titolare della ditta appaltatrice e confermato anche in precedenti occasioni dagli uffici comunali- le parti avevano concordato una scaletta di pagamenti, tra cui uno a breve scadenza che avrebbe permesso alla ditta di non interrompere i lavori e di pagare fornitori e dipendenti.
In quella stessa sede, la ditta era stata rassicurata dal fatto che i soldi erano a disposizione ed erano più che sufficienti per sostenere i costi del lavoro di restauro del cinema Boccaccio, e che il patto di stabilità era ben lungi da compromettere i pagamenti per i lavori in oggetto. Per di più, l’Amministrazione aveva precisato che Certaldo è un Comune virtuoso e che per questo avrà a disposizione alcuni fondi che potrà utilizzare nel rispetto dei vincoli del patto di stabilità”.
“A ciò- continua il Consigliere del Pdl Lucia Masini- si aggiunge il finanziamento della Regione Toscana per completare il rifacimento del Cinema Boccaccio chiuso da oltre dodici anni.”
Pareva tutto risolto per il meglio, sia per la ditta, per i suoi lavoratori e anche per i cittadini di Certaldo, che è arrivata all’improvviso un’altra lettera – denuncia della ditta Riabitat in cui si manifesta tutta la rabbia per il mancato rispetto dell’accordo e la conseguente preoccupazione per il rischio fallimento in cui versa l’azienda.
In risposta alla lettera del titolare della ditta, è di poche ore l’intervento stampa del Comune in cui si assicurano tutte la parti coinvolte nella vicenda che non esiste nessun tipo di difficoltà o problema, né di tipo finanziario né tanto meno riguardo il termine dei lavori concordato per la fine del 2011.
Nella sua nota l’Amministrazione sostiene addirittura che non esiste nemmeno un caso “Cinema Boccaccio” perché ritiene di aver rispettato tutti i termini dell’accordo, anche anticipando il pagamento di alcune fatture.
“A questo punto- ribatte il Consigliere Masini- di fronte a due versioni completamente divergenti e contrastanti sulla stessa vicenda, interverrò con apposita interrogazione scritta al fine di capire come stiano davvero le cose, in particolare riguardo alla disponibilità e alla spendibilità di risorse finanziarie che il Comune doveva aver accantonato da tempo per i lavori del Cinema Boccaccio.
Mi adopererò inoltre affinchè sia convocata d’urgenza la Commissione Garanzia e Controllo, con all’ordine del giorno il caso del Cinema Boccaccio, in riferimento allo stato dei lavori, alla posizione debitoria nei confronti della ditta RIABITAT , alla data effettiva del termine dei lavori, per poter far luce su una vicenda che, se per qualcuno non rappresenta un caso, di sicuro incarna il caos totale, degna della migliore tradizione di questa Amministrazione Comunale”.
Popolo della Libertà Certaldo
Il PdL e Ciampolini: “Con queste amministrazioni il Cinema Boccaccio non vedrà mai la fine”
Ultimo aggiornamento mercoledì, 3 agosto 2011 08:17 Scritto da pelisabetta mercoledì, 3 agosto 2011 08:17
A seguito della lettera-denuncia del titolare della ditta appaltatrice Riabitat, pubblicato da gonews.it lunedì 1 agosto, per la sospensione dei pagamenti da parte del Comune di Certaldo per i lavori del Cinema Boccaccio, a cui seguirà l’ennesima interruzione dei lavori di questa storia infinita, il PDL interviene confermando quello che ha sempre sostenuto: con queste amministrazioni il Cinema Boccaccio non vedrà mai la fine.
Ad intervenire è il Consigliere Provinciale Filippo Ciampolini, che all’epoca dell’acquisto dell’immobile da parte del Comune, la bellezza di oltre dieci anni fa, sedeva in Consiglio Comunale all’opposizione, e ricorda bene sia la presentazione fatta dall’allora Amministrazione Spini sul recupero tout court del vecchio teatro Boccaccio, votato all’unanimità, sia l’intervento maldestro della prima legislatura Campinoti, che con un colpo di spugna cancellò il progetto già approvato ed assegnato e ripresentò un nuovo progetto del cinema teatro Boccaccio attingendo dalle tasche dei cittadini 80.000 Euro di penale da pagare alla ditta con la quale il Comune rescisse deliberatamente ed unilateralmente il contratto.
“Sono passati oltre dieci anni e siamo ancora in alto mare, dopo aver buttato al vento tempo e una valanga di soldi pubblici senza aver ancora realizzato l’opera: ora sì che le questioni si fanno più difficili, vista la situazione dei conti pubblici e le sempre minori risorse a disposizione. Negli ultimi anni c’è il patto di stabilità da rispettare, come ogni buon amministratore sa bene e come del resto viene richiamato nella lettera dall’impresario sgomento per l’interruzione dei pagamenti pianificati da tempo.Mi domando, allora, le penali che il Comune paga per la rescissione volontaria dei contratti d’opera, o le somme erroneamente pagate ai fornitori per una “svista” del dirigente, quale peso hanno sul patto di stabilità?
I soldi espressamente accantonati per il cinema Boccaccio che fine hanno fatto, e per quali altre opere pubbliche sono stati spesi se a Certaldo non ci sono scuole medie superiori, non ci sono ospedali, né consistenti strutture ricreative o commerciali tali da giustificare il blocco dei lavori per il cinema, che manca a Certaldo da oltre dieci anni? Se i soldi accantonati per il Cinema Boccaccio sono stati spesi per altre opere, ciò è frutto di scelte politiche di cui gli attuali amministratori sono responsabili e su cui sono chiamati a rispondere.
Condivido la riflessione del capogruppo del PDL Lucia Masini e dei colleghi consiglieri, nell’intervento delle scorse settimane, in cui si sosteneva, a malincuore, che Certaldo, passata la sbronza Mercantia, cade nell’oblio: la lettera dell’impresario è l’ennesima riprova della mala gestione dell’amministrazione comunale che in tutti questi anni non ha ancora saputo dare concretezza alle aspettative dei cittadini il cui rispetto andava anteposto a qualsiasi altra prerogativa. Patto di stabilità compreso.
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